Iaures Oleari

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Home Rassegna Stampa Riviste Arte a Livorno - Gennaio 2010

Arte a Livorno - Gennaio 2010

Un linguaggio tradizionale come moto dell’anima
di Alessandra Rontini
Tratto da "Arte a Livorno...e oltre confine"

Artista profondamente legato alla pittura di paesaggio, nasce a Reggio Emilia, dove vive e lavora, portando avanti la tradizione figurativa locale incurante delle sperimentazioni contemporanee nelle quali egli non si rispecchia.

Amante della Natura, Iaures, si confronta con essa e cerca di tradurre gli effetti atmosferici del paesaggio, al trascorrere delle stagioni; egli ascolta semplicemente la Natura e la “trasferisce” sulla tela incarnando il mito del pittore dell’Istante. Tecnicamente la sua è una pittura di contemplazione, egli analizza ogni mutamento del cielo al trascorrere delle ore del giorno, allo scandire del tempo, spia il sole e le ombre, cattura,con qualche colpo di pennello, il raggio a perpendicolo o la nube vagante e, eliminato ogni indugio, lo trasferisce rapidamente sulla tela.

Ma da una lettura più approfondita delle opere di Iaures Oleari è evidente che si tratta di una pittura intimistica, di ricerca si visiva ma anche spirituale, sono i moti dell’animo che guidano i suoi pennelli; la sensibilità dell’autore è talmente percettibile, nella sua delicatezza, da coinvolgere completamente lo spettatore portandolo “dentro il paesaggio” e facendolo diventare da semplice spettatore ad attento interlocutore. L’uomo è volutamente assente nei dipinti di Iaures ma è presente attraverso l’autore che dialoga con lo spettatore comunicando serenità e pace.

A mio avviso è la luce l’oggetto principale delle ricerche di Iaures Oleari; i luoghi da ritrarre, i momenti in cui dedicarsi alla traduzione sentimentale degli elementi visivi vengono stabiliti dall’intensità della luce naturale. In ogni dipintio di Oleari la struttura della composizione è carica di fervore, ogni elemento assume un aspetto mansueto, traspare la quiete nel silenzio della natura, emerge la letizia della luce e la malinconia dell’ombra. Tocchi brevi di colore, illuminati dalla luce solare, nel definire le foglie degli alberi pittosto che le ombre sui paesaggi innevati non riescono ad eliminare il mistero insito nella Natura, l’artista non fissa impavido le forme ma le avvolge abilmente in una poetica atmosfera, ove riproduce la consistenza oltre la vibrazione della luce, nel rispetto della tradizione impressionista. La sua tavolozza è brillante, il trattamento del colore è deciso, netto, piccole pennellate si alternano a pennellate più ampie e la combinazione cromatica non nasconde delicate velature nella dissolvenza e nell’armonia dei verdi dei prati in estate, dei limpidi cieli al mattino, dei marroni bruciati delle foglie in autunno.

Iaures Oleari lavora dal vero nelle colline emiliane ma si reca spesso nei luoghi cari ai maestri Macchiaioli essendo egli stesso amante anche della campagna toscana e come il migliore dei nostri artisti contemporanei riesce ad elaborare spettacolari paesaggi degni di rappresentare la nostra tradizione figurativa.

icon Documento originale (1.37 MB)

 

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